Ultima modifica: 9 ottobre 2016
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La Vision e la Mission dell’Istituto

Oggi è diffusa la tendenza a definire sinteticamente cosa è un istituto e ciò a cui un istituto tende nelle intenzioni e nelle aspettative dei soggetti che vi operano con i termini di Mission e Vision.

La Vision è la ragione esistenziale di una scuola, poiché risponde alla domanda “perché esisto” come istituzione ed è sempre specifica di una scuola. Il mandato istituzionale è scritto negli ordinamenti della scuola, mentre la Mission è il mandato interpretato nel proprio contesto di appartenenza. Le scuole sono diverse, hanno delle caratteristiche che portano a rispondere in modo diverso al mandato istituzionale. I valori fanno da collante nelle relazioni umane all’interno della scuola, sono norme etiche e morali che tengono insieme le persone all’interno di una istituzione. Non ci sono valori se c’è anarchia organizzativa.

Nella costruzione del Piano dell’Offerta Formativa l’I.T.T. Bottardi si è ispirato a diversi principi, ritenuti fondamentali perché si possa parlare di strumento funzionale a cui riferirsi tanto per i docenti quanto per gli studenti; tra questi alcuni ineludibili di carattere generale:

la flessibilità nella scelta dei percorsi didattici, nei contenuti che li caratterizzano, nelle metodologie di lavoro utilizzate, nella scansione temporale;

  • l’integrazione tra le diverse iniziative progettuali realizzate e l’interazione progettuale tra la Scuola ed il Territorio che la circonda;
  • la responsabilità in tutti i processi autonomamente attivati con il coinvolgimento di tutte le sue componenti
  • l’educazione alla cittadinanza europea
  • altri, più specifici e caratterizzanti del nostro Istituto, identificabili nelle seguenti tre caratteristiche fondanti che costituiscono, nel senso sopra detto la Vision di Istituto e che dovrebbero permeare tutte le attività dell’Istituto e quindi innanzitutto il POF e i suoi progetti:
  • SVILUPPO in tutti gli attori sulla scena dell’Istituto DEL SENSO DI COMUNITÀ SCOLASTICA DELL’ISTITUTO.
  • SVILUPPO in tutti gli studenti DELLA CAPACITÀ DI AUTONOMIA E DI ORGANIZZAZIONE PROFESSIONALE
  • ACCENTUAZIONE DEL CONCETTO DI ISTITUTO QUALE CENTRO DI EDUCAZIONE PERMANENTE.

Alla Scuola, più di ogni altra agenzia educativa, spetta il compito di condurre gli studenti verso competenze sia di tipo cognitivo sia comportamentale, nella tutela della complessità che contraddistingue la persona.

Il concetto di “VISION” di Istituto esposto, quale idealizzazione operativa degli obiettivi anche a medio o lungo termine che si intende perseguire nelle attività di educazione, di istruzione e di formazione degli studenti dell’I.T.T. Bottardi, è di particolare importanza.

Riportando su un piano più concreto e operativo la visione sopra esposta si arriva a dover considerare nell’ambito della Mission di Istituto obiettivi di apprendimento più immediati.

L’efficacia di un progetto educativo di questo tipo è, infatti, legata al raggiungimento, tra gli altri, di obiettivi generali di apprendimento:

  • fornire conoscenze capaci di orientare l’alunno nella scelta del proprio progetto di vita;
  • favorire l’acquisizione delle competenze indispensabili per partecipare consapevolmente e produttivamente all’evoluzione delle dinamiche sociali, dell’universo tecnologico e scientifico;
  • facilitare gli apprendimenti cosiddetti trasversali, utilizzabili cioè a creare intersezioni tra le diverse aree disciplinari;
  • indirizzare verso una fruizione personale e significativa dei contenuti disciplinari e le trame essenziali che li legano, facendone intuire la valenza formativa;
  • predisporre un ambiente educativo centrato tanto sugli apprendimenti strumentali quanto sulle relazioni interpersonali, finalizzandolo ad un successo formativo generalizzato;
  • educare ad un sapere critico ed a comportamenti socialmente stabiliti, condivisi, accettati;
  • acquisire consapevolezza dei significati della cittadinanza europea attiva, contestualizzata a tutti i livelli della vita organizzata.

Per il raggiungimento degli obiettivi generali prefissati ci si avvale di contributi curriculari ed extracurriculari, in integrazione flessibile, tanto che sempre più frequentemente si parla di “tempo scuola“, autentico spazio sociale in cui gli studenti utilizzano appieno le risorse materiali ed umane disponibili.

In un concetto di Scuola pensata come luogo centrale del processo educativo e di maturazione dei giovani, le definizioni curriculare ed extracurriculare possono apparire inopportune, in quanto potrebbero sottendere contributi ed occasioni formative diversi, uno di livello superiore all’altro (generalmente il curriculare).

Noi continuiamo a suddividere le attività secondo queste definizioni solo per comodità di esposizione, avendo cura di organizzare un POF razionale, che riesca appunto a ribaltare questa logica e dare ad entrambe pari dignità e diritto di cittadinanza nel complesso processo formativo.

Le Attività curriculari fanno parte del normale curricolo, ossia del percorso scolastico che tutti gli studenti devono obbligatoriamente seguire. Oltre alle lezioni tradizionali svolte in classe, essi comprendono:

  • l’attività di accoglienza (per gli studenti del primo anno);
  • l’orientamento scolastico e professionale;
  • il sostegno e recupero ;
  • le visite ed i viaggi di istruzione;
  • il tirocinio professionale.

Le Attività extracurriculari non fanno parte del curricolo, ma sono autonomamente scelte dagli studenti in orario extrascolastico e sono spesso anche aperte al territorio:

  • laboratorio di musica;
  • laboratorio di teatro;
  • laboratorio artistico-artigianale;
  • cinema;
  • attività sportive;
  • Sportello individuale di ascolto
  • scambi culturali in Italia ed all’estero;
  • ECDL
  • Certificazioni di competenza delle lingue straniere

Entrambi i tipi di attività saranno descritti nel capitolo relativo all’organigramma e alle funzioni dell’I.T.T. Bottardi e dettagliate nei relativi progetti riportati in allegato.

A proposito della progettazione, è importante rilevare il nuovo iter adottato per la formulazione, l’erogazione e il monitoraggio dei progetti. Le novità rispetto al modello utilizzato lo scorso a.s. riguardano fondamentalmente l’introduzione della “Analisi dei Bisogni”e degli “Obiettivi Misurabili”. Sono poi previste, come di seguito descritto, le fasi di “Verifica” e “Validazione”.

La “Verifica” della Progettazione è un’attività condotta dal Dirigente Scolastico, o da suoi delegati, per stabilire se porlo in votazione presso il Collegio dei Docenti. La Verifica si baserà sulla coerenza tra l’Analisi dei Bisogni e le Attività Progettuali proposte.

La “Validazione” della Progettazione avverrà in fase di erogazione del progetto stesso, confrontando i valori degli “obiettivi” ottenuti con quelli sopra preventivati e sarà “monitorata” a cura del Dirigente Scolastico o suoi collaboratori costituendo lo strumento per la valutazione dell’efficacia del progetto stesso.

Il fine ultimo, come ovvio, è quello di poter valutare al termine del progetto la sua efficacia e la sua economicità in relazione alle risorse utilizzate, per poterlo eventualmente riproporre, opportunamente modificato, l’anno successivo.

Talvolta l’individuazione di obiettivi misurabili, che è sempre e comunque possibile, è operazione articolata e complessa a causa della astrattezza delle grandezze in esame.

E’ necessario quindi, come previsto esplicitamente in una delibera del C.I., accorpare e integrare progetti di limitata portata operativa (anche se di provata valenza didattica) con altri che abbiano obiettivi similari o sinergici in modo da effettuare le misurazioni necessarie e previste a fronte di un progetto corposo e di ampio respiro.

L’applicazione di quanto esposto per la particolare categoria di progetti che riguarda i viaggi di istruzione e la didattica curriculare fuori dalle mura scolastiche (visite didattiche accompagnate, stage, tirocini, viaggi di studio, alternanza scuola-lavoro, etc.) richiede qualche approfondimento.

Per quanto attiene ai viaggi di istruzione, ad esempio, il rispetto della Vision e della Mission di Istituto descritte implica lo sviluppo di progetti che si rivolgano al maggior numero possibile di classi contemporaneamente (per consolidare il senso di “comunità di Istituto” e non solo di ” comunità di classe”) e che siano il più possibile co-organizzati con gli studenti (per sviluppare le doti di autonomia e di auto-organizzazione).

Dovranno prevedere inoltre prima, durante e dopo il viaggio, attività professionalizzanti (per sviluppare le capacità di organizzazione professionale).

Resta immutata, ovviamente, la libertà individuale di ciascun docente di presentare qualunque progetto e quindi anche qualunque progetto del tipo in esame (naturalmente con una corretta ideazione e compilazione della relativa scheda progetto).

E’ auspicabile però, in base alle considerazioni precedenti, la proposta di progetti di viaggi di istruzione che coinvolgano almeno le tre classi di una sezione del triennio (3°,4°,5°) o almeno due sezioni del biennio (due prime e due seconde) al fine, anche, di rafforzare i contributi educativi tra pari (Peer Education) la cui validità a livello pedagogico è ormai universalmente riconosciuta.

Sarebbe inoltre opportuno prevedere in tali progetti il coinvolgimento attivo di ex alunni del Bottardi, magari già diventati professionisti del settore turistico. Ciò consentirebbe un travaso ottimale di esperienze tra pari e rinforzerebbe la caratteristica dell’Istituto quale Centro di Educazione Permanente.

La più volte citata necessità di integrazione e coerenza dei progetti del POF e quindi anche dei progetti dei viaggi di istruzione, conferma l’importanza di una loro progettazione per l’intero Istituto o comunque rispondente a uno o più criteri didattici unificanti per l’Istituto stesso.

Per esempio nel presente a.s. si sono evidenziati quali principi aggreganti quelli legati a una full immersion linguistica o all’approfondimento di particolari settori del turismo moderno quale il crocerismo.

Per quanto riguarda la metodologia da utilizzarsi per il raggiungimento della Mission di Istituto occorre considerare che il passaggio dalla Scuola del Programma a quella del Curricolo porta ad abbandonare la logica dei percorsi rigidamente predefiniti, per passare ad una loro contestualizzazione, ad una mediazione con le conoscenze, gli stili cognitivi, le strutture e le condizioni psicologiche dei giovani a cui sono rivolti, nonché all’interazione con le opportunità e la cultura del Territorio in cui vivono e si esprimono.

Le modalità, le strategie, i tempi e le verifiche utilizzate dai Docenti per valutare igli obiettivi formativi (Unità di apprendimento) raggiunti dagli alunni, coerenti con gli obiettivi Generali e Specifici di apprendimento centralmente espressi, sono orientati verso i bisogni e le esigenze locali.

Per tutto il corso di studi, per questo a.s. in aggiunta alle lezioni convenzionali, con l’intento di incrementarli gradualmente nel tempo, nell’Istituto saranno adottati :

  • l’insegnamento modulare;
  • li lavoro di gruppo;
  • la ristrutturazione dei programmi;
  • l’impiego della multimedialità
  • l’approccio CLIL (Content and Language Integrated Learning)

Le altre occasioni formative previste dal POF tengono in conto le diverse competenze immediatamente spendibili di cui gli studenti hanno bisogno, così che:

–     gli studenti del primo anno utilizzeranno le esperienze formative per potenziare abilità di tipo strumentale (lettura, scrittura, calcolo, lingue straniere) e di tipo relazionale (approccio con le materie d’insegnamento e con gli Insegnanti, collaborazione e cooperazione, comunicazione, attenzione alle cose ed ai fatti della Scuola),

–     gli studenti del biennio finale utilizzeranno le esperienze formative per realizzare competenze specifiche, già legate alle condizioni reali del lavoro, già aperti verso le relazioni esterne al sistema scolastico (procedure organizzative, transazioni, ricerca-azione).